Vaneggiamento del sabato mattina: è davvero importante perdere quel kg sulla bilancia??

Probabilmente a qualcuno di voi non piacerà leggere quanto segue, ma non è importante, l’obiettivo è un altro…

Sabato, all’alba, ero in quella fase di dormiveglia in cui non si riesce a dormire, ma nemmeno ad alzarsi e intanto pensavo e pensavo e pensavo… insomma, mi sono fatta da sola tutto un ragionamento e questo in realtà mi ha dato le forze per tirarmi su dal letto e iniziare a scrivere. Non perché fossero pensieri particolarmente illuminanti, ma semplicemente non volevo “perderli” e anzi, ho pensato di condividerli perché non si sa mai, potrebbero fungere da spunto di riflessione per altri come me (o anche diversi da me…).

I tutto è partito dal ricordo di una paziente del giorno prima, che vedendo l’aumento di ben 200g (0,2 kg) sulla bilancia, era insoddisfatta del percorso. E allora mi è partito un pensiero un po’ “critico” (sono umana anch’io): ci rendiamo conto di quanto tempo perdiamo a fissare quel numero sulla bilancia? A pensare a come fare a modificarlo, a dirci parole brutte perché non riusciamo a farlo scendere o per il terrore che aumenti? Ci rendiamo conto di quanto sia futile?

Lo ammetto, spesso il mio lavoro mi sembra inutile e, per certi versi, uno spreco di tempo… perché??

Perché per la maggior parte delle volte mi ritrovo a dover spiegare che se il peso oscilla di qualche grammo è perfettamente normale oppure devo cercare di sfatare falsi miti sull’alimentazione come “ho il metabolismo lento” , “mangio poco eppure ingrasso”, “mangio tanto ma il peso non sale”, “i carboidrati mi gonfiano”, ecc.

Altre volte impiego un’intera consulenza per ribattere a obiezioni e convinzioni del tipo “ma in internet ho letto che…”,  “non ce la farò mai, per me è impossibile”, “questa dieta ha troppe proteine..” (troppe rispetto a chi o a cosa??), “in questa dieta c’è troppo da mangiare, cosi non calerò mai”,  “ho fatto la dieta ma non funziona” (vi dico un segreto… QUALSIASI DIETA FUNZIONA per la perdita di peso se è ipocalorica), ecc.

Sono consapevole che tutti noi abbiamo le nostre convinzioni (che spesso ci bloccano nel raggiungimento dell’obiettivo) e che il ruolo del professionista è anche quello di farle affiorare per poterci poi lavorare…ma sono anche consapevole che, mentre noi (professionisti e clienti) pensiamo a queste “piccolezze” (relative, certo) nel mondo intanto la vita va avanti, meravigliosa… la primavera non si ferma alla prima ghiacciata inaspettata, gli alberi continuano a fiorire e le api, anche se sono sempre meno, fanno il loro importante lavoro di impollinazione, gli animali selvaggi riescono a sopravvivere in condizioni climatiche estreme ed è pazzesco,  le balene, tanto per fare un esempio, percorrono migliaia di km per riprodursi, la natura ci regala paesaggi mozzafiato in tutto il mondo, esistono una miriade di persone volenterose che aiutano altre persone o bambini o animali in difficoltà e ancora, ogni giorno nasce qualcuno (che non so se sia effettivamente un bene vista la sovrappopolazione… ), ogni giorno, per ora e chissà per quanto ancora, quella stella responsabile della nostra vita, il sole, continua a “bruciare” permettendoci di fare questa esperienza terrena e, assieme alla rotazione terrestre, ci dona anche due tra gli spettacoli più belli al mondo: l’alba e il tramonto…

Allo stesso tempo ogni giorno nel mondo succedono cose orribili…. La gente muore continuamente e a volte nei modi più assurdi (e pensi ma come cavolo è possibile morire così??), ci sono guerre, ingiustizie, sofferenze, catastrofi, abusi, ogni giorno c’è un vegano che uccide una foglia di insalata (non riesco a star serie per troppo tempo) e ogni giorno, a causa di miliardi di onnivori, si allevano con sofferenze atroci e si uccidono, in breve tempo, milioni di animali (nel 2019 sono stati consumati 511 milioni di polli e in italia nel 2019 eravamo in 60 milioni di persone), ogni giorno vengono devastati fondali marini per la pesca o vengono inquinate le acque per l’allevamento di pesci (tra l’altro tutti ammassati, feriti, infetti), vengono immesse nell’ambiente tonnellate di plastica, di emissioni di CO2, di radiazioni e chissà quante altre sostanze (basta pensare alla Miteni, qui vicino, che ha inquinato con gli Pfas le acque del vicentino), incendi dolosi, deforestazioni, uccisione violenta e brutale di animali da pelliccia (però cani e gatti li trattiamo meglio dei figli!). Potrei continuare all’infinito…

“Ogni giorno, in Africa, non importa che tu sia un crotalo o un pavone, l’importante è che se muori me lo dici prima” citazione solo per esperti del trio Aldo Giovanni e Giacomo (non ho resistito… bisognava sdrammatizzare…).

Torniamo seri.

Siete ancora focalizzati sul mezzo kg sulla bilancia??

Per fortuna ogni tanto mi ricordo alla grande opportunità che ho… posso esprimere i miei pensieri, soprattutto nel lavoro, e posso forse far riflettere da un altro punto di vista.

Il cibo non è solo nutrimento, riempimento di bisogni emotivi o il “cattivo” responsabile della nostra immagine allo specchio, scegliendo il cibo che mettiamo in tavola possiamo fare la differenza, lo dimostra il fatto che fino ad una decina d’anni fa non andava così di moda il “green” , “l’ecofriendly”, la “sostenibilità”, ecc.

Quando ero più brava come vegetariana, al liceo e all’università, mi ricordo perfettamente che mi dicevano che tanto le cose non cambieranno, che gli animali muoiono lo stesso e l’inquinamento ci sarà lo stesso, ecc.

Eppure, guardate com’è cambiato il mondo…

Possiamo fare tantissimo.

Oltre a chiederci quante calorie ha questo cibo o qual è il suo indice glicemico o se ha glutine/lattosio o se va bene per il nostro DNA, ecc., chiediamoci anche da dove viene questo cibo, chi o cosa l’ha prodotto, come influenzerà l’ambiente, quali costi avrà (non solo in termini economici, ma anche ambientali e sanitari!).

Ormai non sono più vegetariana “pura”, son un essere umano e cedo per vari motivi… i pasti in compagnia, la mancanza, a volte, di alternative sane e vegetariane nei ristoranti, la necessità di un pasto proteico, un mal di pancia che costringe a evitare cibi vegetali, ecc., ma questo non significa che ho rinunciato ai miei valori.

Quanta differenza c’è nel mangiare petto di pollo tutti i giorni (che arriva quasi sempre da polli Broiler, selezionati per avere il petto talmente grande da non riuscire a camminare) o magari mangiare anche altre parti di pollo ruspante, allevato in libertà, 1 volta a settimana?

Quanta differenza fa acquistare pesci pescati, e non allevati, di piccola taglia come le sardine e gli sgombri? Oppure pesce più a basso impatto ambientale come i molluschi?

Quanta differenza fa mangiare formaggi di malga, da mucche o capre o pecore libere, che pascolano all’aria aperta mangiando erbe selvatiche, amate e curate dai propri custodi?

Quanta differenza fa mangiare uova di galline libere, alimentante a granaglie ed erbe selvatiche, che possono gironzolare tranquille per il pollaio o per i campi? Lo sapevate che le galline sono esseri intelligenti e affettuosi?? Si fanno perfino coccolare…

Quanta differenza c’è nell’assaporare tutte le varietà di legumi del nostro territorio (vedi ad esempio i fagioli di Posina) e conservarle nel tempo valorizzando il lavoro dei nostri antenati, piuttosto che acquistare fagioli in scatola coltivati in America, Canada o Cina dove non vige la stessa legislazione sull’uso dei pesticidi?

Quanta differenza c’è nell’acquistare il cibo dalle piccole aziende agricole e capire che la verdura e la frutta che stai mangiando è proprio quella li, quella nel campo davanti a te, curata dalla persona che è davanti a te e che ti permette di mangiare cibo fresco, non trattato e soprattutto di stagione? Le fragole a gennaio, ad esempio, saranno trasportate in aereo con relative emissioni di CO2 oppure saranno coltivate in serra con relativo dispendio energetico e idrico!

In questo mio vaneggiare non voglio dare soluzioni che salveranno il mondo (non ne ho la pretesa), ma solo spunti per riflettere sulle nostre scelte. Anzi a dir la verità è stato più che altro uno sfogo, dettato dalla necessità di speranza che come me, sono sicura, ci saranno tante altre persone che condividono il mio pensiero e che difenderanno la terra.

Se il prossimo sabato mi sveglierò all’alba vi prometto che o inizio a contare le pecore e mi giro dall’altra parte o mi alzo subito e vado a camminare godendomi lo spettacolo del mattino, che mi fa anche meglio 😉

La dieta vegetariana/vegana fa bene?

Come sempre, non è una risposta semplice… non c’è un “si” o un “no”, ma un “dipende”.

Se diventare vegetariani/vegani ci fa stare bene emotivamente, perché magari ci sentiamo in pace con noi stessi, con la natura e gli animali (quindi per questioni etiche) allora sicuramente è un vantaggio, ma dal punto di vista strettamente fisiologico bisogna fare attenzione a:

  • apporto proteico
  • apporto di ferro
  • carenza di vitamina B12 e D
  • disturbi gastrointestinali

Faccio una premessa: è molto frequente che questi punti critici si riscontrino anche negli onnivori se non si segue una dieta sana, quindi, in realtà, è bene fare attenzione all’alimentazione indipendentemente che si sia vegetariani o meno!

Detto questo, le diete prevalentemente o strettamente vegetali hanno questi inconvenienti:

  • Se usiamo principalmente legumi e latticini come fonte proteica abbiamo 2 rischi: se ne mangiamo una quantità ridotta avremo un apporto ridotto di proteine perché sono fonti meno concentrate rispetto a carne e pesce, se invece ne mangiamo una quantità sufficiente, l’apporto proteico sarà rispettato, ma potremmo soffrire di disturbi gastro intestinali per eccesso di fibre o di lattosio. Ottime invece le uova che sono in genere ben tollerate, hanno un impatto ambientale basso, sono economiche e hanno proteine nobili (con buon profilo amminoacidico). Ahimè, le uova vengono spesso non considerate e mi chiedo ancora il perché… forse sono ancora associate all’aumento di colesterolo o considerate pesanti per il fegato, ma non è così.
  • La vitamina B12, per quanto ne sappiamo fin’ora, è presente solo negli alimenti di origine animale. Ottime fonti sono carne e pesce, minori quantità le troviamo in latticini e uova. Se si segue una dieta vegana è assolutamente necessario integrarla. Io penso che se una dieta necessita obbligatoriamente di integrazione… forse non è la dieta ideale per l‘uomo.
  • La vitamina D è carente in … quasi tutti! Possiamo assumerla in piccole quantità tramite cibi animali (è presente in particolare nell’olio di fegato di merluzzo e in minima parte nei pesci grassi, nei latticini di malga e nel tuorlo d’uovo) oppure possiamo sintetizzarla, a partire dal colesterolo, nella pelle grazie all’esposizione ai raggi solari. Il problema è che alla nostra latitudine, soprattutto in inverno e con l’alto tasso di inquinamento, è davvero difficile produrne una quantità sufficiente. Inoltre, per essere attivata la vitamina D deve subire delle reazioni a livello di fegato e reni e se questi organi non sono in buone condizioni si svilupperà più facilmente una carenza. È opportuno, quindi, controllarla tramite analisi del sangue ed eventualmente integrarla, qualunque tipo di dieta si stia seguendo!
  • Ferro: non è vero che il ferro si trova solo nella carne, in realtà ne sono ricchi molti vegetali, anche se la biodisponibilità è minore. Particolarmente ricchi sono il cacao, il radicchio verde e le lenticchie. Se il ferro vegetale viene associato a vitamina C (es. succo di limone fresco) la biodisponibilità aumenta. Quello che vedo nella pratica clinica è che spesso il ferro in vegetariani e vegani è carente più che altro per malnutrizione (cioè si mangia troppo poco e/o male). Quindi i livelli di ferro in una dieta vegetariana possono essere adeguati se la dieta non è lasciata al caso! Bisogna fare particolare attenzione nelle donne con ciclo abbondante o se è presente malassorbimento intestinale o se si pratica sport “impattante” come la corsa prolungata.
  • Anche un colesterolo troppo basso può essere indice di malnutrizione, che è più frequente nei vegani oppure in chi ha disturbi alimentari (es. anoressia) “nascosti” da dieta vegana/vegetariana.
  • Diventando vegetariani o vegani spesso c’è il rischio di mangiare fin troppe fibre: verdura, frutta, semi oleosi, cereali integrali e derivati e grandi quantità di legumi. Se le fibre, da un lato, sono preziosissime per la salute, un loro eccesso porta frequentemente a gonfiori e/o distensione addominale e conseguente disbiosi intestinale (alterazione della flora batterica che tende alla fermentazione eccessiva).

Ovviamente ci sono anche dei notevoli vantaggi…

  • Si mangiano tendenzialmente più vegetali ricchi di minerali, vitamine, antiossidanti e altre sostanze bioattive utilissime per il sistema immunitario, per ridurre l’infiammazione e l’invecchiamento.
  • Le fibre presenti nei cibi vegetali, se mangiate nelle giuste quantità, sono un vero elisir di salute e un nutrimento per le cellule dell’intestino! Grazie a loro migliora anche la regolarità intestinale.
  • C’è un minor impatto ambientale della dieta e una maggior biodiversità (cioè più varietà di specie vegetali), se studiata bene!  
  • C’è un minor apporto di colesterolo e grassi saturi, utile soprattutto per chi soffre di sindrome metabolica (pressione e colesterolo alti, alterazione della glicemia).
  • In generale, facendo questa scelta, si tende a porre più attenzione alla qualità del cibo e alla composizione dei pasti.

Riassumendo, personalmente sconsiglio la dieta vegetariana o vegana a chi soffre di disturbi intestinali cronici (almeno finchè non vengono risolti) o a chi ha fabbisogni di nutrienti molto elevati (es. sportivi agonisti, gravidanza), a chi ha carenza di massa muscolare o agli anziani con scarsa appetenza (i cibi vegetali fanno molto volume per cui saziano in fretta apportando poche calorie. Gli anziani molto magri e con scarso muscolo, invece, trovano beneficio facendo pasti piccoli, frequenti e più densi energeticamente).

Sconsigliata anche in caso di tiroiditi o malattie autoimmuni o sindrome dell’ovaio policistico: in queste condizioni si devono eliminare alcuni cibi che sono la base della dieta vegetariana e quindi rimarrebbero poche alternative con scarsa compliance del paziente alla dieta.

Se si deve dimagrire la dieta vegetariana si può tranquillamente fare, anche se bisogna considerare che carne e pesce sono utili per avere più sazietà e varietà e un maggior apporto proteico che minimizza la perdita di massa muscolare (frequente in chi deve perdere molti kg). 

Ho qualche dubbio, invece, sulle diete strettamente vegan perché sul lungo termine tendono a portare a carenze gravi (oltre a quelle di vitamine, minerali e proteine mi preoccupa anche il rischio di malnutrizione energetica, cioè di kcal) o disturbi intestinali cronici, oltre a “fisse” psicologiche che non fanno bene all’umore (troppe restrizioni o troppo controllo portano a stress cronico. Questo ovviamente è molto soggettivo e dipende moltissimo da come una persona vive questo stile alimentare).

La scelta, quindi, a mio avviso va valutata assieme ad un professionista, tenendo conto dello stato di salute e dello stile di vita della persona, nonché del suo stato emotivo!

Perché continuo a ribadire “se ben bilanciate”??

Perché, ahimè, ho visto non pochi pazienti vegetariani o vegani che, non sapendo come impostare una sana alimentazione, mangiavano troppi carboidrati (cioè non sostituivano carne e pesce con altre fonti proteiche, ma con fonti di carboidrati come pasta, patate, riso, cereali. Attenzione anche ai burger vegetali che spesso sono fatti di verdure e cereali e quindi sono da considerare carboidrato e non proteina!) oppure prodotti confezionati vegan, ricchi di zuccheri e grassi.

Consumare cibi industriali e confezionati ha comunque un impatto ambientale notevole rispetto ai cibi “al naturale”, che siano vegetali o no.

Riporto, quindi, un esempio di giornata vegetariana ben bilanciata per una donna media SANA (circa 1,65 cm, 55 kg) e con buona composizione corporea, giusto per avere un’idea delle dosi minime da assumere per non avere carenze:

COLAZIONE: 200g di yogurt intero bianco + 60-70g di muesli senza zucchero + 1 frutto + 4-5 noci

SPUNTINI: 1 frutto + 10-15 mandorle

PRANZO: verdura cruda come antipasto + 80-90g di cereali integrali (es. farro, orzo, riso, ecc.) + 200g di legumi cotti (70g da secchi) + 2 cucchiai di olio di oliva

CENA: verdura cruda e/o cotta + 2 uova o 150g di tofu o tempeh + 70g di pane integrale con lievito madre + 2 cucchiai di olio di oliva extravergine.