Come procedono le vostre feste? Quest’anno sono decisamente diverse, ma alcune tradizioni rimangono, come il panettone e un buon bicchiere di vino (spesso anche più di uno!).
Colgo quindi l’occasione per parlare di una famosissima molecola: l’alcol etilico o etanolo, tanto amata soprattutto nella mia regione, il Veneto (qui se sei astemio non sei degno di essere un vero cittadino veneto!).
Capita di frequente che mi venga chiesto se l’alcol può far parte della dieta e in che misura. Per alcuni è davvero irrinunciabile: non è raro sentir dire che posso togliere tutto (pasta, dolci, caffè ecc.), ma non il bicchiere di vino a pasto!
Nonostante l’etanolo sia una sostanza molto studiata e i cui effetti sono ben documentati, ho notato che troppo spesso si tende a sottovalutare…
“Secondo il Global status report on alcohol and health 2018 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, pubblicato il 21 settembre 2018, l’uso di alcol nel 2016 ha causato nel mondo circa 3 milioni di morti, ossia il 5,3% di tutti decessi e il 5,1% degli anni di vita persi a causa di malattia, disabilità o morte prematura attribuibili all’alcol. Più di tre quarti dei decessi si è verificato tra gli uomini.”
Ministero della Salute
Tre milioni di morti in un anno… Giusto per farci un’idea, il Covid-19 ha ucciso fino ad oggi 28-12-2020 (quindi in quasi un anno) 1,76 milioni di persone in tutto il mondo.
Sempre secondo il rapporto dell’OMS “gli effetti del consumo di alcol sulla mortalità sono maggiori di quelli della tubercolosi (2,3%), dell’HIV/AIDS (1.8%), del diabete (2.8%), dell’ipertensione (1.6%), dei disturbi digestivi (4.5%), degli incidenti stradali (2.5%) e della violenza (0.8%).”
Il Ministero Della Salute definisce il consumo di alcol come “il secondo fattore di rischio di malattia e morte prematura dopo il tabacco”.
Questi avvertimenti però non fanno breccia sulla maggior parte della popolazione che tende a pensare che un po’ di alcol non porterà certo alla morte precoce…
Ed è vero, una piccola quantità non ha certamente le stesse conseguenze di un abuso, ma il problema è che spesso non siamo consapevoli di cosa sia l’abuso! Abbiamo una percezione alterata del “poco”, quindi vorrei fare chiarezza. Siccome l’argomento è lungo e complesso ho deciso di dividere in due parti l’articolo. In questa prima parte vi parlerò del metabolismo dell’etanolo e dei consigli sul consumo. Nella seconda parte vedremo gli effetti sulla salute e sul dimagrimento e quali alternative si possono usare.
Partiamo dalle basi: cos’è l’etanolo e come lo gestisce il nostro organismo?
L’alcol etilico è una molecole che chimicamente fa parte degli alcoli (sostanze organiche con struttura simile agli alcani) e di cui fanno parte anche sostanze molto tossiche come il metanolo, mortale anche a basse concentrazioni!).
“L’alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e con la capacità di indurre dipendenza. Al contrario di quanto si ritiene comunemente, l’alcol non è un nutriente e il suo consumo non è utile all’organismo o alle sue funzioni. Causa invece danni diretti alle cellule di molti organi, soprattutto fegato e sistema nervoso centrale, in particolare alle cellule del cervello.”
Ministero della Salute
Una piccola parte di etanolo viene eliminata tramite respiro, sudore e urine. Viene poi assorbito un pochino nello stomaco e principalmente nell’intestino tenue che lo passa successivamente al fegato per essere smaltito (il tempo di smaltimento è soggettivo). Nel fegato l’alcol viene prima attaccato dall’enzima alcol deidrogenasi che lo trasforma in acetaldeide (cancerogena) che dev’essere a sua volta convertita in acetato, innocuo ed espulso con le urine. Se abbiamo bevuto troppo e il nostro fegato rallenta lo smaltimento, l’acetaldeide si accumula e diventa responsabile dei sintomi da sbornia: nausea, mal di testa, malessere.
La presenza di cibo nello stomaco, rallentando lo svuotamento gastrico, riduce la velocità di assorbimento dell’alcol ed è per questo che viene consigliato di bere a stomaco pieno!
L’acetato (o acetil-CoA per i più esperti) può poi entrare nel Ciclo di krebs per la produzione di energia o, se in eccesso, venir convertito in trigliceridi che si accumuleranno niente popò di meno che… nel tessuto adiposo!!
L’alcol può anche essere metabolizzato da un altro sistema: il MEOS (letteralmente Sistema Microsomiale di Ossidazione dell’Etanolo) presente nelle cellule del fegato. Questo sistema viene attivato quando l’alcol è in eccesso e l’alcol deidrogenasi non ci sta dietro… infatti, negli alcolisti l’organello che contiene questo MEOS (cioè il Reticolo Endoplasmatico) risulta ingrossato.
“Il sistema di smaltimento dell’alcol non è uguale in tutte le persone: varia in funzione del sesso, dell’età, dell’etnia e di caratteristiche personali; non è completamente efficiente prima dei 21 anni ed è inefficiente sino ai 16 anni. Dopo i 65 anni si perde gradualmente la capacità di smaltire l’alcol e, nel sesso femminile, è sempre la metà, a tutte le età, rispetto alle capacità maschili; per questa ragione alcune persone sono più vulnerabili agli effetti dell’alcol.”
Ministero della Salute
La natura non progetta nulla a caso, infatti si pensa che l’essere umano sia predisposto a metabolizzare l’alcol per riuscire a sopportare le piccole quantità che si formano con la fermentazione (es. per fermentazione di vegetali malconservati).
Cosa comporta un abuso di alcol?
“La comunità scientifica internazionale ha ampiamente dimostrato che l’alcol accresce il rischio di sviluppare oltre 200 patologie. Pertanto non è possibile identificare dei livelli di consumo che non comportino alcun rischio per la salute di chi beve alcolici. Pur partendo dal concetto, ormai condiviso da tutta la comunità scientifica, che si riassume con lo slogan Less is better (Meno è meglio), si rende comunque necessario definire alcuni parametri che permettano una valutazione del rischio connesso all’assunzione di bevande alcoliche”.
“Le Linee guida per una sana alimentazione, revisione 2018 presentate dal Centro di Ricerca e Nutrizione, definiscono “a basso rischio” un consumo di 2 unità alcoliche per l’uomo adulto e 1 unità alcolica per le donne adulte e per gli anziani di entrambi i sessi, corrispondenti rispettivamente a 24 e 12 grammi di alcol.”
Ministero della Salute
Al di sopra di queste soglie il consumo viene considerato elevato!
Quindi 1 unità alcolica (UA) corrisponde a 12g di etanolo (uguali a 1 bicchiere di birra piccolo, 1 bicchiere di vino o mezzo bicchierino di superalcolico – si veda l’immagine sotto).

Ciò nonostante ripeto che non è possibile definire dei consumi di alcol al di sotto dei quali il rischio di danni si azzera! Quindi alla domanda “Dottoressa, quanto alcol posso bere a settimana?” la risposta più corretta sarebbe: zero o il meno possibile!
Bisogna poi tener conto del fatto che il rischio di patologie dipende sì dalla quantità di alcol bevuta (espressa in consumo medio giornaliero), ma anche dalla quantità di alcol bevuta in una singola occasione (es. in settimana non bevo nulla ma nel week end bevo 14 unità alcoliche: il consumo medio giornaliero è di 2 UA al gg – entro i limiti consigliati – ma berle tutte in una volta per l’organismo è decisamente diverso!) e dalla modalità di assunzione (es. stomaco vuoto piuttosto che pieno).
Il consumo occasionale è definito anche binge drinking (il corrispondente alcolico del binge eating – alimentazione compulsiva). Le bevute occasionali (le sbronze per intenderci) portano ad un “incremento di rischio di lesioni traumatiche, nonché di altri effetti nocivi.”
Si tratta di binge-drinking se si consumano 5 o più UA in una sola occasione per l’uomo e 4 per la donna: corrispondenti a 4-5 bicchieri di birra o di vino o circa 2-3 americani o 3-4 spritz aperol o campari.
Se, inoltre, beviamo a stomaco vuoto (il classico aperitivo) la situazione peggiora, infatti “l’assunzione di bevande alcoliche fuori pasto, perché determina livelli più elevati di alcolemia a parità di quantità consumate, si associa anche a molteplici effetti nocivi cronici” (e aumento di mortalità).
Dai rapporti nazionali risulta che la maggior parte degli intervistati in Italia ha un consumo alcolico NON moderato!
Continua…