Continuo questa seconda parte elencando i danni causati dall’etanolo. Lo so, l’elenco è un po’ lungo e noioso, ma credo sia doveroso, da parte dei professionisti della salute, informare nel modo più preciso e completo possibile. Se non avete il tempo di leggere tutto ho evidenziato le parole chiave in grassetto in modo che si possa capire il senso del discorso anche scorrendo velocemente l’elenco 😁
Successivamente troverete il paragrafo sull’alcol e il dimagrimento con consigli pratici! 😉
Quali disturbi e malattie sono associati al consumo di alcol?
- Malattie del fegato (cirrosi epatica, epatite alcolica, steatosi epatica, fibrosi. L’epatite alcolica acuta e la cirrosi sono le principali cause di morte): l’alcol danneggia le cellule epatiche a causa della sua metabolizzazione.
- Malattie del cuore (ipertensione, cardiomiopatie, fibrillazione atriale, ictus). La relazione tra alcol e malattie del cuore è complessa: si è sentito dire per anni che un bicchiere di vino rosso al giorno previene le malattie del cuore (anche grazie al contenuto di polifenoli antiossidanti). Infatti, un consumo moderato senza episodi di “sbronze” può essere protettivo, al contrario se il volume consumato è alto e/o ci sono ripetuti episodi di consumo pesante il rischio aumenta. Inoltre, il rischio cardiovascolare si riduce molto di più seguendo uno stile di vita sano (dieta+attività+buon sonno e meno stress) che non bevendo un bicchiere di vino e gli antiossidanti si trovano in tutti i vegetali!
- Cancro (correlazione con tumore dell’orofaringe, faringe, esofago, stomaco, fegato, colon, seno). Il rischio è più alto nelle donne che nell’uomo: anche una piccola quantità di alcol aumenta il rischio di sviluppare cancro al seno. Il meccanismo con cui l’alcol aumenta il rischio di cancro non è ancora ben conosciuto ma si è visto che provoca dei danni permanenti dal DNA, inibisce il processo di riparazione del DNA (in particolare tramite l’acetaldeide) e, inoltre, può portare a carenze nutrizionali che influiscono sul DNA (es. carenza di vitamine B). L’alcol modula inoltre la produzione di estrogeni e questo può aumentare il rischio di tumori ormono-sensibili come quello al seno, all’utero e alle ovaie.
- L’alcol è responsabile di molti danni indiretti come comportamenti sessuali a rischio (aumento gravidanze non desiderate e malattie sessualmente trasmissibili), infortuni sul lavoro ed episodi di violenza. Un capitolo a parte meritano gli incidenti stradali provocati dalla guida in stato d’ebbrezza che hanno un peso preponderante nella mortalità giovanile. Si stima che in Europa è attribuibile all’uso dannoso di alcol il 25% dei decessi tra i ragazzi di 15-29 anni e il 10% dei decessi tra le ragazze di pari età.
- L’alcol consumato durante la gravidanza è un fattore di rischio per: aborto spontaneo, natimortalità (feti nati morti), nascita prematura, basso peso alla nascita, ritardo della crescita intrauterina o danni a lungo termine come la Sindrome Feto-alcolica (FAS) caratterizzata da danni al sistema nervoso fetale che porta a disabilità fisica, mentale e comportamentale con difficoltà di apprendimento. In gravidanza va assolutamente evitato l’alcol, anche un consumo moderato! L’etanolo attraversa la placenta e arriva al feto ad una concentrazione di poco inferiore a quella ematica materna. Le cellule fetali, non essendo dotate di enzimi capaci di metabolizzare l’alcol, ne subiscono gli effetti dannosi in particolare a livello del cervello e dei tessuti in via di formazione. L’esposizione all’acol durante l’età dello sviluppo porta a neurotossicità e alterazioni permanenti nell’asse dello stress oltre che ad alterazione del sistema immunitario.
- Negli adolescenti il consumo di alcol è associato a: alterazioni nell’apprendimento verbale, del processo visivo-spaziale, della memoria e dell’attenzione, a carenza dello sviluppo e dell’integrità della materia grigia e bianca. Queste alterazioni sembrano correlate a problemi comportamentali, emozionali, sociali e accademici anche nella vita adulta. Se i genitori sono bevitori o c’è una relazione con i genitori non soddisfacente l’adolescente è più predisposto all’uso di alcol.
- Diabete: anche in questo caso gli effetti sono controversi. Sembra infatti che un consumo basso-moderato riduca il rischio di diabete mellito grazie al miglioramento della sensibilità all’insulina. Tuttavia si è osservato che un consumo pesante cronico altera l’omeostasi del glucosio e porta a sviluppo di insulino-resistenza con conseguente alto rischio di diabete! Quindi, visto che il diabete è fortemente prevenibile in altri modi (solita dieta+attività+sonno) non è necessario fare un uso moderato di alcol per questo motivo!
- Disturbi ormonali: il consumo cronico di alcol ha effetti avversi su diverse componenti del sistema endocrino con conseguenze gravi sia a livello fisiologico che comportamentale. Queste alterazioni influenzano l’intero organismo e possono portare a malattie cardiovascolari, difetti riproduttivi sia nell’uomo che nella donna, disfunzioni immunitarie, alcuni tipi di cancro, malattie delle ossa, disordini psicologici. Da studi sull’uomo e su animali si evince che l’alcol, soprattutto un’esposizione acuta, altera l’asse HPA (asse ipotalamo-ipofisi-surrene) incrementando i livelli di ACTH (ormone adrenocorticotropo) circolante, glucocorticoidi e cortisolo (gli ormoni dello stress). Devono quindi evitare le bevute soprattutto le persone molto stressate e/o che soffrono di stanchezza cronica o che hanno alterazioni del sistema nervoso simpatico e parasimpatico (es. turnisti, persone che subiscono jet lag o anche solo persone con disturbi del sonno e che poi al mattino fanno fatica a svegliarsi, ecc.).
- Disturbi sessuali: l’alcol altera anche l’asse HPG (asse ipotalamo- ipofisi-gonadico) responsabile delle funzioni del sistema riproduttivo. Negli alcolisti la disfunzione dell’asse HPG è associato con diminuzione della libido, infertilità e atrofia gonadica. L’alterazione di questo asse può dunque portare a difetti di riproduzione, ma non solo, si riscontrano anche problemi di umore, memoria, osteoporosi e atrofia muscolare. Ci sono poche ricerche fatte durante la pubertà, ma alcuni studi documentano la diminuzione di estrogeni nelle adolescenti e che questa diminuzione rimane per periodi prolungati dopo l’assunzione di una moderata dose di alcol. In adolescenti maschi inoltre si è visto che l’abuso di alcol è correlato ad alterazioni degli ormoni della pubertà con significante calo del testosterone, LH e FSH (ormone luteinizzante e follicolostimolante).
- In donne in età fertile anche un consumo moderato è correlato ad una moltitudine di effetti riproduttivi come cicli irregolari, anovulazione (mancanza di ovulazione) e quindi ridotta fertilità, aborto spontaneo e menopausa precoce. L’alcol è in grado di innalzare i livelli di testosterone nelle donne (nelle quali gli ormoni maschili sono prodotti dalle surrenali che vengono stimolate dall’alcol), quindi è da evitare il più possibile per le donne che soffrono di ovaio policistico.
- Nell’uomo l’associazione tra consumo cronico e acuto porta ad abbassamento del testosterone, riduzione del volume dello sperma, della conta spermatica, della mobilità e del numero di spermatozoi morfologicamente normali. Il consumo di alcol porta a ipogonadismo (riduzione della funzionalità dei testicoli) anche in assenza di malattie del fegato. L’etanolo, inoltre, aumenta l’attività dell’aromatasi, enzima che converte gli androgeni (ormoni maschili) in estrogeni (ormoni femminili). Da diversi reports si evince che il consumo di alcol provochi iperprolattinemia (aumento dell’ormone prolattina) sia nell’uomo che nella donna.
- Altre alterazioni ormonali: l’alcol può portare a riduzione degli ormoni tiroidei (T3 e T4), dell’ormone della crescita GH e del fattore di crescita IGF-1 (GH e IGF-1, se sono carenti nell’adulto portano a riduzione di massa muscolare a favore di quella adiposa, alterazioni metaboliche e fragilità ossea).
- Alterazioni del ritmo circadiano: il ritmo circadiano è generato dal sistema nervoso centrale in risposta a stimoli esterni, come la luce del sole, ed è poi convertito in segnali nervosi ed ormonali che influenzano il corpo intero, ottimizzando le interazioni dell’organismo con il cambiamento delle condizioni ambientali. Un’esposizione cronica all’alcol induce alterazioni nell’attività dei geni “clock” (geni orologio) portando a una severa desincronizzazione dei fisiologici sistemi clock come il sonno, la temperatura corporea, la pressione sanguigna e le secrezioni ormonali, impattando anche sul sistema immunitario e promuovendo il cancro. La relazione c’è anche in senso opposto: cioè i geni clock, quando alterati ad esempio da turni o jet lag, incentivano nella persona il consumo e l’abuso di alcol! Quindi fare le ore piccole o avere il ciclo sonno-veglia alterato ci porta a bere di più!
- Alterazioni del sistema immunitario: come scritto sopra, l’alcol aumenta i livelli di glucocorticoidi (ormoni dello stress) che, in grandi quantità, hanno seri effetti negativi come l’azione immunosoppressiva sul sistema immunitario e l’induzione di anomalie metaboliche. I disturbi da abuso di alcol sono spesso associati a infiammazione sistemica cronica e alti livelli circolanti di citochine pro-infiammatorie. I macrofagi (cellule del sistema immunitario) del cervello quando sono esposti cronicamente all’alcol inducono immunosoppressione in tutti i rami del sistema immunitario e, inoltre, si riduce la migrazione e l’infiltrazione dei macrofagi verso i siti d’infezione, la produzione di nuovi neutrofili in risposta alle infezioni e l’attività fagocitica di neutrofili e monociti. Si riduce anche l’attività delle cellule dendritiche e NK (Natural Killer). In pratica viene meno la capacità dell’organismo di rispondere alle infezioni (altro che “io non mi ammalo perché bevo alcol che disinfetta!”).
- Nel cervello l’alcol ha effetto neurotossico, porta alla morte dei neuroni e a neurodegenerazione (che favorisce la comparsa di demenza, Alzheimer, Parkinson, SLA, ecc.). Gli alcolisti hanno ridotta massa cerebrale, perdita di neuroni corticali e alterazioni delle funzioni cognitive.
- L’alcol aumenta anche il rischio di pancreatite, epilessia, stati di ansia e depressione.
L’alcol fa ingrassare?
L’alcol, sotto qualsiasi forma, non è una bevanda “neutra” e senza calorie!
1g di alcol è stimato produrre (in modo indiretto, cioè non in quanto nutriente, ma come prodotto della sua metabolizzazione) circa 7 kcal. Carboidrati e proteine ne producono circa 4, mentre i grassi 9. Solo che l’alcol non è una sostanza nutritiva, quindi sono calorie completamente “vuote” e non necessaire, anzi!
Dobbiamo poi tener conto che un bicchiere di bevanda alcolica porta sempre con sé una certa quota di zuccheri… facciamo qualche confronto!
| Tipo di alcolico | grammi di alcol per porzione | Unità Alcoliche | grammi di zuccheri per porzione | Kcal per porzione |
| Spritz aperol o campari 1 bicch. | Circa 16g | 1,3 | Da 7 a 10g | Circa 150 |
| Spritz liscio/bianco (con 50ml di vino frizzante) | 6g | 0,5 | 0,3 | 44 |
| Vino bianco frizz. 100 ml | 12 | 1 | 0,6 | 87 |
| Vino bianco fermo 100 ml | 9 | 0,75 | 0,1 | 64 |
| Vino rosso 100ml | 9,50 | 0,8 | 0,2 | 68 |
| Birra normale 330 ml | 9 | 0,75 | 11,5 | 112 |
| Birra scura 330 ml | 15,5 | 1,3 | 5 | 132 |
| Americano 1 bicch. | 14 | 1,2 | 21 | 187 |
| Grappa 30 ml | 10,5 | 0,9 | 0 | 73 |
| Gin tonic con 50ml di gin e 100 ml di tonica | 17 | 1,4 | 9 | 153 |
| Mojito con 50ml di rum, 15g di zucchero e succo di 1 lime | 16 | 1,3 | 19,5 | 191 |
Come potete notare dalla tabella i superalcolici sono sicuramente i più calorici, mentre i più zuccherini sono lo spritz aperol/campari, la birra e i cocktails come l’americano e il mojito.
Specifico che in realtà non esiste nessun alimento che, da solo, fa ingrassare, ma bisogna considerare l’alimentazione dell’individuo nel suo insieme. Lasciando per un momento da parte gli effetti negativi sulla salute e considerando solo il dimagrimento/ingrassamento, se una persona beve 1 mojito nel week end, ma la media settimanale delle calorie è comunque bassa, quella persona potrà dimagrire lo stesso! Mentre invece se la media calorica settimanale è alta, il dimagrimento sarà difficile (anche se non si tocca l’alcol!). Il pericolo di aumento di massa grassa dovuto all’alcol è in parte dovuto agli effetti ormonali visti sopra, e in parte dovuto al fatto che, essendo una bevanda e non un cibo, si tende a non considerare!
Se si beve ad esempio un bicchiere di vino al giorno e in più si fa una bevuta nel week end (es. 2 spritz aperol + 1 birra piccola + 1 grappetta) si avranno già 961 kcal in più a settimana che, sommate al resto dell’alimentazione e magari aggiungendo qualche altro piccolo sgarro (es. patatine che accompagnano l’aperitivo o il dolcetto o una pizza, ecc.) possono decisamente rallentare o bloccare il dimagrimento!
N.B. 900 kcal (in eccesso rispetto al proprio fabbisogno) a settimana corrispondono a 3600 kcal in più al mese che corrispondono a circa ½ kg di grasso in più! Che in un anno diventano circa 6 kg in più … e poi mi sento dire “Dottoressa, non so come ho preso questi kg di troppo!” :p
Quali alternative?
Purtroppo quando è il momento di ordinare da bere in un locale, magari mentre siamo circondati di amici che consumano alcol, non è così facile trovare una buona alternativa e non lasciarsi condizionare…
Le bevande più semplici da trovare sono il classico gingerino oppure un succo di frutta. Il vantaggio è che non hanno alcol, ma non sono l’opzione migliore, soprattutto se si sta cercando di dimagrire o se si hanno patologie infiammatorie, perché ricchi di zuccheri (per 1 bicchiere di succo troviamo circa 25-30g di zuccheri) ad alto indice glicemico.
Diverso è se troviamo dei succhi 100% frutta, senza zucchero aggiunto (basterà chiedere al cameriere/barista di controllare l’etichetta).
Cosa ordinare?
- Succo di pompelmo, che ha la metà degli zuccheri rispetto agli altri succhi
- Acqua frizzante/liscia con limone e qualche fogliolina di menta (sicuramente la scelta più “dietetica”)
- Centrifughe/estratti di frutta e verdura (es. ananas e finocchio, carota e mela, sedano, carota, finocchio e mela, ecc.)
- Caffè normale o deca shakerato, senza zucchero, ottima alternativa d’estate quando fa caldo e la pressione magari è anche un po’ bassa
- Spritz liscio/bianco se non vogliamo rinunciare all’aperitivo alcolico: se non altro, essendo preparato con metà dose di vino, è il più “light” degli aperitivi
- Se invece siamo a pranzo o cena l’ideale è bere solo acqua o al massimo 1 bicchiere di vino, meglio se rosso che almeno ha un po’ di antiossidanti.
- Ottime le bevande fermentate, anche durante i pasti, come il kefir d’acqua, il kombucha, il kimchi, il ginger bug, ecc. L’unico problema è che questo tipo di bevande si possono fare in casa, ma difficilmente si trovano nei bar.
Lasciate perdere invece le varie bibite “zero” che contengono dolcificanti artificiali (approfondirò l’argomento in un futuro articolo, promesso).
Attenzione, soprattutto durante l’aperitivo, non solo al contenuto di alcol ma anche al cibo che lo accompagna: meglio preferire le olive o del pane tostato piuttosto delle patatine o delle arachidi che sono molto salate. Se fate l’aperitivo in casa, cosa forse più frequente ora che siamo in zona rossa-arancio, potete optare per delle verdurine fresche tagliate a bastoncini (es. carota, sedano, finocchio) accompagnate con il pinzimonio o con un hummus di ceci!
Sitografia:
http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=81&area=Vivi_sano
https://www.who.int/publications/i/item/9789241565639
https://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/alcol-bodybuilding.html#165122