Novità 2023: composizione corporea, sistema nervoso e variabilità cardiaca

L’obiettivo di questo articoletto è spiegarvi le novità del 2023. Diciamo che la befana mi ha messo nella calza una bella sorpresa: due nuovi strumenti utili per analizzare lo stato di salute dei miei pazienti 😉

L’argomento è molto più complesso di quello che sembra e la sfida è riuscire far capire alle persone l’utilità di queste misure, in modo semplice…spero di riuscirci!

Partiamo dalla base…

Per composizione corporea s’intende la misura delle varie componenti del nostro corpo. Quando ci pesiamo sulla bilancia vediamo un numero, cioè il valore di quanto pesa il nostro intero organismo, ma non sappiamo di cosa è fatto quel numero!

Capire come è distribuito il nostro peso è di fondamentale importanza per valutare lo stato di salute della persona, definire gli obiettivi e gli interventi da fare (per approfondire potete leggere qui).

Faccio un esempio banale: uomo di 80 kg con molta massa muscolare (es. bodybuilder) risulterà sovrappeso anche se in realtà la massa grassa è molto bassa, mentre se un uomo pesa 80 kg con poco muscolo e molto grasso (es. impiegato sedentario) sarà effettivamente sovrappeso (anzi, sarebbe meglio dire “sovra-grasso”). Quindi a parità di peso possiamo essere molto diversi!

In un percorso nutrizionale e di allenamento capire come varia il peso è importantissimo: se si perde più muscolo che grasso il metabolismo rallenta, aumenta lo stato infiammatorio e peggiora quindi la salute! Questo accade di frequente quando si perdono troppi kg in poco tempo (più di 3 kg al mese) e si deperisce invece che dimagrire (il classico caso della persona che perdendo peso si “svuota” e diventa flaccida e tendenzialmente triste e stanca).

Come si può misurare la composizione corporea?

Esistono diversi metodi: l’autopsia (fortemente sconsigliata :p ), il macchinario DEXA (densitometria a raggi X, considerato il “gold standard”), tecniche che usano materiali radioattivi, densitometria, pletismografia ad aria… insomma, tutte metodiche molto complicate da fare, invasive e costose, anche se precise.

I metodi più semplici invece consistono in dispositivi bioelettirici (praticamente degli strumenti simili all’elettrocardiogramma) che misurano l’impendenza corporea (cioè la resistenza che oppone il corpo umano al passaggio di corrente alternata).

Questi strumenti (che si chiamano bioimpedenziometri) sono più veloci e non invasivi, in grado di fornire comunque dati abbastanza precisi, validati da numerose pubblicazioni scientifiche.

Tra questi bioimpedenziometri alcuni sono molto economici, ma molto imprecisi (soprattutto se la persona si misura in piedi) altri invece sono molto più costosi e con precisione molto elevata (in questo caso la persona si misura distesa, come in figura).

Scegliere il bioimpedenziometro ideale non è semplice: in commercio ne esistono molti, di ottima qualità, con caratteristiche tecniche diverse e gli studi scientifici a riguardo sono spesso contrastanti.

Piccolo approfondimento tecnico che mi permette di farvi capire la mia scelta:

Esistono bioimpedenziometri che funzionano in monofrequenza (cioè fanno passare una singola corrente alternata di 50 kHz) e in multi frequenza (cioè che inviano più correnti alternate, in genere dai 5 ai 250 KHz).

Quelli in monofrequenza si basano sul presupposto che una corrente alternata di 50 kHz passa attraverso la maggior parte dei tessuti corporei fornendo una buona stima della TBW (total body water – acqua corpora totale) e della FFM (fat free mass – massa magra). Inoltre gli strumenti in monofrequenza sono i più “anziani”, sviluppati a partire dagli anni ’80 e con molta letteratura scientifica di riferimento.

I dispositivi in multifrequenza, invece, sono nati all’incirca negli anni ’90 e permettono di identificare meglio come è distribuita l’acqua corporea (cioè quanta intra – ICW e quanta extracellulare- ECW). Questo li rende più adatti alla misura di soggetti patologici (la quantità di ECW è predittiva dello stato di salute).

Difficile stabilire quale dei due sia la metodica migliore…

Quindi, dopo anni di riflessioni, ho deciso di prendere entrambi gli strumenti! Questo mi permette di individuare più facilmente gli errori di misurazione e di valutare in modo preciso e sofisticato le variazioni corporee durante il percorso. Di conseguenza posso agire sul paziente con terapie/comportamenti mirati e valutare nel tempo se le terapie in atto stanno portando o meno a dei reali benefici.

Segnalo alcuni dei parametri forniti dai due impedenziometri, giusto per far capire la moltitudine di dati rilevata:

– TBW, ICW, ECW (acqua corporea totale, intra ed extra cellulare)

– FFM (massa magra) che comprende muscolo e organi

– FM (massa grassa) che comprende grasso intramuscolare, grasso addominale e grasso sottocutaneo

– ANGOLO DI FASE PA – parametro elettrico correlato allo stato di salute, alla forza e alla qualità della massa muscolare

– HPA Axis Index ( andamento circadiano dell’espressione degli ormoni dello stress, cioè posso capire se il rilascio di cortisolo giornaliero rispetta i ritmi naturali o no)

– ECM ( matrice extracellulare, sede delle “tossine” corporee e degli scambi tra cellule)

– T-score per valutare la densità dell’osso

Metabolismo basale, cioè kcal bruciate a riposo

– Metabolismo degli organi (cervello, fegato, reni, ecc.)

– Quantità di proteine totali

– Quantità di minerali

Stato infiammatorio generale

– … e molti altri…

Alcuni report di esempio:

Le 3 schermate mostrano un caso di una persona sottopeso, con poca massa muscolare e massa grassa nella norma, con stato infiammatorio alto (ECW alta, angolo di fase basso).

Ma non siamo solo corpo…

Ormai sappiamo con certezza che c’è una correlazione tra psiche-cervello-organo, cioè mente e corpo sono una cosa sola.

È una correlazione che per certi versi è facile da individuare, ma sulla quale è difficile lavorare poiché un professionista non potrà mai fare il lavoro al posto del paziente, conoscere tutta la sua storia personale e il suo percepito.

Ci sono però degli strumenti che permettono, se non altro, di prendere consapevolezza della propria situazione. Da un lato lo studio di discipline considerate “alternative” ma che si sono dimostrate efficaci (come la medicina tradizionale cinese, le 5 leggi biologiche di Hamer, la riflessologia, ecc.) e permettono di identificare l’area dove cercare il problema che poi si ripercuote, sotto forma di sintomo, sull’organismo. Dall’altro si può lavorare sull’umore e il sistema nervoso con la respirazione corretta e con alcuni cambiamenti sullo stile di vita e l’alimentazione.

Il dispositivo medico PPG STRESS FLOW permette l’analisi, il monitoraggio e il biofeedback del sistema nervoso autonomo (cioè quello simpatico e parasimpatico) e della variabilità della frequenza cardiaca (in parola povere: quanto varia il nostro battito cardiaco nel tempo). Si tratta di una misurazione pletismografica che in totale dura circa 10-15 minuti, non è dolorosa ne invasiva, si applicano semplicemente due “pinze” (simili a quella in foto) su indice destro e sinistro, che rilevano tutti i dati in pochi minuti.

A cosa serve il ppg stress flow?

dal sito: http://www.biotekna.com

• Monitoraggio della sindrome generale di adattamento e dei disturbi correlati allo stress;

• Diagnostica e monitoraggio dei disturbi infiammatori cronici e delle patologie autoimmuni;

• Analisi delle espressioni psicologiche e delle emozioni;

• Aumento della performance sportiva;

• Longevità e performance psicofisica.

Spiegato semplice semplice, mi permette di analizzare in modo scientifico l’alto livello di stress psicofisico (che dilaga nell’attuale società) e i livelli di infiammazione corporea.

Inoltre, tramite lo strumento, posso dare al paziente una sorta di piccola “terapia respiratoria” per correggere eventuali squilibri.

So che molti non capiranno e/o non accetteranno la mia scelta di rendere le consulenze così dettagliate, ma l’intento è quello di dare un servizio più ampio e completo possibile. La corretta nutrizione, pur essendo parte fondamentale, essenziale per il benessere, da sola non è sufficiente a riequilibrare la persona che va valutata a tutto tondo e accompagnata nella ricerca della sua salute e del suo equilibrio, anche grazie ai diversi professionisti con cui collaboro (personal trainer, psicologa, fisioterapista/osteopata).

2 risposte a "Novità 2023: composizione corporea, sistema nervoso e variabilità cardiaca"

  1. Ho trovato super interessante quanto descritto nella mail e ne sono molto interessata ma Le chiederei se possibile di parlare del prezzo così da sapermi regolare. Grazie e cordiali saluti. Gina Muleri.

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